Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht
Il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, non serve solo a ricordare l’Olocausto di milioni di ebrei. Serve anche a tenere a mente che la società in cui viviamo non è di un solo colore. 
Condividiamo i nostri spazi con persone di culture ed etnie differenti e se si attacca uno di questi gruppi, il danno è per tutti. Se si perseguita qualcuno solo per la sua cultura e si fa finta di non vedere, potrebbe toccare a noi il giorno successivo. Perché la strage nazista si chiama Shoah, se si guarda agli ebrei, ma anche Porajmos, se si parla di Rom e Sinti. Circa 500mila le vittime di quest’etnia.
A dare voce ai molteplici suoni e alle diverse lingue dei lager nazisti è il musicologo pugliese Francesco Lotoro. Nei campi soprattutto i più piccoli cercavano un modo per evadere dalla drammaticità della vita quotidiana. E poco importava se parlavano idiomi diversi perché facevano in modo di capirsi per poter esprimere al meglio la propria creatività.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f99a52c1-b8c2-40bc-8c02-7b45d6811935.html
Il pianista pugliese ha raccolto la musica prodotta tra il 1933 e il 1945 in 624 campi di transito, concentramento e sterminio. In tutto gli spartiti appartengono a 1600 musicisti di diversa provenienza e religione reclusi nei campi. La raccolta di tutto il materiale sarà pubblicata in appositi volumi. Ieri, però, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un concerto ha fatto risuonare quelle note appuntate su pezzi di carta, spesso tutt’altro che pregiata. Il titolo dell’appuntamento è “Tutto ciò che mi resta. Il miracolo della musica composta nei lager” e rende l’idea dell’immortalità che la musica può dare alle tante persone scomparse. Il concerto è andato in onda ieri sera su Rai5.
Questo spettacolo dimostra, tra le altre cose, come le contaminazioni musicali inaspettate tra Rom ed ebrei si materializzarono nelle condizioni più avverse alla vita umana.
Lara Martino






