L’università di mattina, il lavoro come cassiera in un supermercato di pomeriggio. Sembra la storia di un qualunque studente che cerca di guadagnare qualche soldo per non pesare troppo sul bilancio familiare. C’è una differenza però: la studentessa si chiama Yoanna De León, 22 anni di San Cristóbal nella Repubblica Dominicana e sua mamma vive lontano, in Italia. Grazie al ricongiungimento familiare, non privo di ostacoli e rallentamenti, Yoanna è arrivata a Milano il 26 gennaio 2015 e ora cerca di capire che ne sarà del suo futuro universitario. È per questo che si è rivolta allo sportello del Comune di Milano “Cerco-offro scuola” che è aperto al pubblico dal 12 gennaio di quest’anno.
«L’ufficio è destinato a un bacino di utenza molto ampio, i ragazzi stranieri tra gli 11 e i 25 anni arrivati in Italia dal 2012. Ci capitano quindi anche dei casi come quelli di Yoanna che necessitano di inserimento universitario», spiega Angela Schillaci, operatrice dello sportello attivo in Via Deledda: dei 40 colloqui effettuati finora, la maggioranza riguarda studenti che dovrebbero frequentare la secondaria di secondo grado. Sono nove coloro che necessitano di orientamento universitario.
«Mentre l’inserimento di bambini e ragazzi fino a 16 anni è semplice, perché esiste l’obbligo scolastico, chi supera quell’età ha più difficoltà a continuare gli studi in Italia. La prima cosa che facciamo, comunque, è ricostruirne la carriera scolastica. Si cerca di far applicare la normativa per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero», aggiunge Angela Schillaci.
Gli operatori di Cerco-offro scuola sono 13 e si alternano per garantire che l’ufficio sia aperto dal lunedì al sabato. Le diverse esperienze di docenti, educatori e mediatori linguistici contribuiscono a trattare ogni singola situazione nel modo più opportuno. Dopo alcuni colloqui, gli operatori indirizzano lo studente al servizio di orientamento dell’università prescelta.
La conoscenza della lingua rimane, però, un requisito indispensabile per seguire al meglio un percorso universitario in Italia. Il primo passo, perciò, è un corso di lingua italiana. Quello fornito dal Comune di Milano e dal CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti) è gratuito. La frequenza di questi corsi rappresenta l’inizio del processo di integrazione sul territorio, così come l‘associazionismo e l’attività sportiva. Yoanna ha stretto le sue prime amicizie proprio lì, con ragazze arrivate da Sri Lanka e Bolivia e con le quali può condividere dubbi e soddisfazioni della sua nuova vita.
Yoanna vuole continuare in Italia i suoi studi di economia che ha lasciato al secondo anno e per farlo sta considerando l’Università Bicocca. Non esclude, però, altre possibilità come quella della mediazione linguistica dell’Università Statale nel Polo di Sesto San Giovanni.
Molti degli amici di Yoanna l’avevano incoraggiata a partire. Sfiduciati dal sistema scolastico del loro Paese e nauseati dalle logiche clientelari che regolano il mercato del lavoro hanno pensato che l’occasione italiana per lei potesse essere una svolta.
Agli operatori tocca a volte, però, ridimensionare le aspettative degli studenti che idealizzano la meta del loro viaggio. Lo sportello si impegna a sostenere i ragazzi immigrati nei loro passi di integrazione, ma la consapevolezza delle difficoltà lungo il cammino di inserimento rimane una costante con cui i giovani devono fare i conti.

















